Musica Medievale

Musica medievale all'interno di un castello

La definizione classica di “Medioevo” indica il periodo storico compreso tra la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 d.C.) e la scoperta dell'America (1492 d.C.): queste date, puramente convenzionali, delimitano un intervallo di tempo di quasi mille anni durante il quale l'Europa ha subito profonde trasformazioni.

Nel Medioevo si assiste alla nascita della notazione musicale: per questo è oggi possibile ricostruire (con più o meno precisione) melodie che, se fossero state lasciate unicamente alla tradizione orale, sarebbero andate perdute.

La notazione musicale nasce in ambito ecclesiastico, dove si aveva la necessità di formare cantori per il canto cosiddetto Gregoriano: inizialmente si trattava di segni grafici (neumi) che indicavano l’andamento della melodia, utili come aiuto mnemonico se il brano era già conosciuto. A partire dal IX secolo comparve il rigo musicale e con esso la notazione diasistematica (che indicava l’altezza delle note e l’ampiezza degli intervalli), in seguito la notazione divenne sempre più ricca e complessa fino ad arrivare a una notazione simile all’attuale.

Uno tra i più preziosi monumenti della musica medievale è il corpus di componimenti noti come Cantigas de Santa Maria, scritti tra il 1250 e il 1280, commissionato (e forse in parte anche composto) da Alfonso X il Savio, re di Castiglia e di Leon. Ne sono pervenute circa 400, complete di testo (in genere invocazioni alla Vergine e racconti di pellegrinaggi a Santiago de Compostela) e melodia. Il manoscritto è di particolare interesse anche per le numerose illustrazioni di musici e strumenti dell'epoca: possiamo riconoscere flauti, tamburi, cornamuse, symphonie (le antenate della ghironda) oltre a salteri, arpe, cetre e organi portativi.

Sempre in ambito ecclesiastico si ebbe modo di assistere alla nascita della polifonia: il canto, inizialmente eseguito all’unisono, si arricchì prima con una voce parallela (organum parallelo) e in seguito con figure sempre più complesse (che porteranno, in epoche successive, al concetto di contrappunto).

Musica in un accampamento medievale

La musica profana era invece essenzialmente monodica, a volte di derivazione ecclesiastica (ma con testi in lingua volgare e argomenti profani): spesso si usava infatti la tecnica del contrafactum che consisteva nell’usare melodie preesistenti su cui inserire testi profani.

Un esempio di musica profana è costituito dal Codex Buranus (così chiamato dal nome della località in cui è stato rinvenuto), manoscritto del XIII secolo contenente composizioni in latino e alto tedesco di carattere goliardico e profano (di alcune delle quali è riportata anche la musica). La versione oggi più nota dei Carmina Burana è però quella musicata da Carl Orff nel XX secolo: si tratta di musica originale del compositore tedesco senza tenere conto delle melodie originali.

Soprattutto dal basso Medioevo e dall’inizio del Rinascimento ci arrivano melodie di danze e balli: il cosiddetto “Manoscritto di Londra” (in realtà una raccolta di musiche italiane del Trecento che contiene danze quali saltarelli e istampitte oltre al Lamento di Tristano e alla Manfredina), “Il Primo Libro de’balli” di Giorgio Maineiro (che contiene, tra gli altri, il brano Schiarazule Marazule che è stato usato da Angelo Branduardi come base per il Ballo in Fa diesis Minore), le composizioni di Tielman Susato e molti altri.

Il nostro repertorio medievale

Questi sono alcuni dei brani medievali e rinascimentali che abbiamo in repertorio, arrangiati a seconda del contesto:

  • Palästinalied (Walther von der Vogelweide, XIII sec.)
  • Da que deus mamou (Cantigas de Santa Maria, XIII sec.)
  • Troppo perde'l tempo (Laudario di Cortona, XIII sec.)
  • A Madre de Jesu Cristo (Cantigas de Santa Maria, XIII sec)
  • Entre Av' e Éva (Cantigas de Santa Maria, XIII sec.)
  • De Santa Maria Sinal (Cantigas de Santa Maria, XIII sec.)
  • Strella do Dia (Cantigas de Santa Maria, XIII sec.)
  • Totus Floreo (Codex Buranus, XIII sec.)
  • In taberna (Codex Buranus, XIII sec.)
  • Saltarello (manoscritto di Londra, XIV sec.)
  • Lamento di Tristano e Rotta (manoscritto di Londra, XIV sec.)
  • Douce dame jolie (Guillaume de Machaut, XIV sec.)
  • Schiarazule Marazule (G. Maineiro, XV sec.)