I nostri strumenti

In questa sezione forniamo una panoramica degli strumenti che usiamo nei nostri spettacoli, raccontandone storia e caratteristiche. Gli strumenti da noi suonati variano in base al tipo di sonorità e di spettacolo richiesto, coerentemente con il contesto storico di riferimento.

Pive medievali e ghironda (photo credits: Goffredo Goffredi)

Cornamuse

Sentendo parlare di cornamuse le persone solitamente pensano alla Scozia, alla colonna sonora di Braveheart o agli zampognari che animano i presepi viventi e i mercatini di Natale: in realtà questi sono solo alcuni esempi di una famiglia di strumenti diffusi in gran parte dell'Europa e del bacino del Mediterraneo (esistono cornamuse tipiche in luoghi "insospettabili" come Turchia, Malta o l'isola di Maiorca). E, per inciso, il tema principale di Braveheart non è suonato con una cornamusa scozzese...

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Ghironda

La ghironda è uno strumento a corde messe in vibrazione da una ruota di legno, azionata da una manovella: un sistema di tasti permette di agire sulle corde (tramite le tangenti) per emettere le varie note e suonare la melodia. Le corde sono molteplici e cambiano a seconda del tipo di ghironda (e possono essere escluse o incluse per ottenere effetti sonori diversi). Generalmente abbiamo corde del canto (chiamate cantini, intonate all'unisono o all'ottava) per la melodia, corde di bordone per l'accompagnamento (emettono ciascuna una nota costante e hanno la funzione della canna d'organo come nelle cornamuse) e una o più trompette.

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Bombarde

Bombarda e piva medievale

La Bombarda è uno strumento antichissimo di origine orientale, dal caratteristico suono squillante e pieno. Si è diffuso in Europa durante il Medio Evo ed è sopravvissuto per tutta l'epoca rinascimentale. In epoca barocca ha dato origine al moderno oboe. È uno strumento ad ancia doppia che può essere incapsulata o suonata direttamente tenendola fra le labbra.

Veniva usato sia come strumento popolare, in accompagnamento a danze o feste, sia come strumento di accompagnamento alla musica sacra corale tardo-rinascimentale. Nel tardo medioevo in area tedesca erano presenti bande di Schalmei, bombarde ad ancia incapsulata.

Le bombarde sono molto diffuse nella musica popolare in diversi Paesi: in Italia troviamo il piffero delle quattro province (che accompagnava la musa prima che questa fosse sostituita dalla fisarmonica) e la ciaramella (suonata in coppia con la zampogna), in Spagna troviamo la dulzaina (più acuta) e la tarota (più grave), in Catalogna la gralla, in Germania Rauschpfeife e Schalmei. In Bretagna sono molto suonate le bombarde, in duetto con le cornamuse bretoni o nelle bande di cornamuse.

Percussioni

Tamburo a cornice (photo credits: Rievocando.it)

Nell’iconografia medievale sono raffigurati numerosi stumenti a percussione con forme e caratteristiche diverse.

Spesso sono raffigurati tamburi a cornice, suonati con le dita. Si tratta di uno degli strumenti a percussione più antichi e diffusi, in numerose varianti: in genere (ma non sempre) con una sola pelle, a volte con l’aggiunta di piattini metallici o cordiere. Sono percussioni molto usate nella musica popolare di tutto il mondo: dal medio oriente al bacino del Mediterraneo, dalla Galizia al centro-sud Italia (si pensi al tamburello che accompagna pizzica e taranta). In Irlanda il tamburo a cornice si chiama bodhrán ed è suonato con un piccolo battente (tipper).

Un'altra percussione che si trova rappresentata, soprattutto in occasione di marce militari, è il tamburo a bandoliera o cordiera. Si tratta di un cilindro di legno dalla larghezza variabile, sulle cui estremità venivano posizionate delle pelli tenute insieme e tirate tramite corde. In alcuni casi sotto la pelle risonante erano poste una o più corde di budello, antenate della cordiera del moderno rullate. Solitamente viene suonato con dei battenti, anche diversi per dare diverse intensità di suono.

Darbouka, tamburo a bandoliera e davul

Il davul è una percussione antica di origine orientale. In Europa occidentale le prime testimonianze iconografiche risalgono al XIV-XV secolo. Tuttavia qualcuno ha ipotizzato che già durante i secoli precedenti il panorama musicale fosse venuto in contatto con queste percussioni orientali e che ne avesse subito le influenze. Trattasi di uno strumento costituito da un corpo di legno dalla circonferenza molto ampia su cui sono messe due pelli di capra ognuna tesa su un cerchio in maniera diversa. Le pelli vengono suonate con due battenti diversi. Il modo di suonarle, unitamente alla diversa tensione delle due pelli, crea due suoni completamente differenti.

Sempre nelle illustrazioni medievali troviamo a volte raffigurati tamburi a calice simili al darabouka utilizzato in nord Africa e Medio Oriente.

Strumenti a corda

Bouzouki irlandese

Nel Medioevo si assiste a una proliferazione di strumenti a corda in Europa, in seguito anche all’importazione di strumenti dal mondo arabo. In particolare nascono il liuto, che godrà di enorme popolarità nel Rinascimento, e una serie di strumenti dalla forma più o meno simile che si evolveranno in quella che diventerà la chitarra.

Il bouzouki è uno strumento a corde doppie originario della Grecia. Nella sua versione originale ha tre corde doppie e il fondo bombato, in epoca più recente è stata aggiunta una quarta corda doppia: in questa forma è molto simile al mandolino napoletano, di cui è “parente”. La versione più diffusa del bouzouki è però quella irlandese: negli anni ’60 del XX secolo, in pieno boom del folk revival europeo, lo strumento è stato introdotto nel repertorio irlandese ed è stato modificato di conseguenza. La versione irlandese del bouzouki ha quattro corde doppie e si distingue da quella greca per la cassa armonica a goccia con il fondo piatto: in questa forma è molto simile al cistro (detto anche citola o cetera), strumento a corde medievale antenato della chitarra. Per la sua versatilità e la forma “medievale” è molto usato nel medieval folk.