Musica "Celtica"

I Celti conobbero il periodo di massimo splendore nei secoli IV-III a.C., per poi essere assimilati dai Germani a nord e dai Romani a sud. In alcune aree la loro cultura sopravvisse fino all’alto medioevo, fino al definitivo assorbimento in seguito alla cristianizzazione.

Sebbene siano stati rinvenuti reperti di strumenti musicali, descrizioni e fonti iconografiche, nessuno potrà mai sapere quale fosse la musica suonata dai Celti: i Bardi tramandavano le loro composizioni solo oralmente.

Oggi con il termine “musica celtica” si intende musica di diversa natura, in ogni caso espressione di un periodo storico posteriore: in genere ci si riferirsce alla musica folk dei Paesi di area celtica (principalmente Irlanda, Scozia, Bretagna e Galizia). Altre volte il termine “musica celtica” indica un gerere musicale contemporaneo ispirato alla musica tradizionale ma con influenze New Age e World Music, che ha in artisti quali Enya, Capercaillie e Loreena McKennitt gli interpreti più famosi e apprezzati.

Nell'accezione di "musica dei Paesi di area celtica" se è comprensibilmente sensato fare una distinzione in base all'area di provenienza, è tuttavia importante considerare le innegabili influenze reciproche delle varie tradizioni: la musica irlandese e scozzese si sono più volte incontrate e scambiate parte del repertorio (si trovano ballate con la stessa melodia ma testi diversi sia in Irlanda che in Scozia, generi musicali nati in Irlanda sono diventati patrimonio della tradizione scozzese e viceversa). Anche la musica bretone ha subito l'influenza della Scozia con l'introduzione della cornamusa scozzese (chiamata biniou braz) e la creazione di bande di tamburi e cornamuse (bagadou).