Altri strumenti

Bombarda

La Bombarda è uno strumento antichissimo di origine orientale, dal caratteristico suono squillante e pieno. Si è diffuso in Europa durante il Medio Evo ed è sopravvissuto per tutta l'epoca rinascimentale. In epoca barocca ha dato origine al moderno oboe. È uno strumento ad ancia doppia che può essere incapsulata o suonata direttamente tenendola fra le labbra.

Veniva usato sia come strumento popolare, in accompagnamento a danze o feste, sia come strumento di accompagnamento alla musica sacra corale tardo-rinascimentale. Nel tardo medioevo in area tedesca erano presenti bande di Schalmei, bombarde ad ancia incapsulata.

Le bombarde sono molto diffuse nella musica popolare in diversi Paesi: in Italia troviamo il piffero delle quattro province (che accompagnava la musa prima dell'introduzione della fisarmonica) e la ciaramella (suonata in coppia con la zampogna), in Spagna troviamo la dulzaina (più acuta) e la tarota (più grave), in Catalogna la gralla, in Germania Rauschpfeife e Schalmei. In Bretagna sono molto suonate le bombarde, in duetto con le cornamuse bretoni o nelle bande di cornamuse.

Viella

La viella si può definire l'antenato medievale del violino, ed infatti era uno strumento a corde di budello sfregate con arco. Ha visto l'apice della diffusione tra l'XI e il XIII sec. d.c.

Ha una cassa di risonanza che a seconda dell'epoca cambiava di forma, ma con una costante caratteristica: tendente all'ovale e a fondo piatto. A seconda dei modelli poteva avere dalle 3 alle 5 corde. Addirittura se ne conoscono modelli a sei corde, ma meno frequenti.

Per il tipo di suono e la sua estensione è stato utilizzato largamente per accompagnare il canto. Tuttavia, data la sua versatilità, è stato utilizzato anche molto nella musica popolare e a corte. Della viella esistono numerose tracce iconografiche ed esistono anche delle ricerche sugli strumenti antichi che ne parlano diffusamente.

Percussioni

Dall'iconografia medievale si può dedurre che principalmente venissero utilizzati tamburelli a cornice, con o senza piattini, a seconda della zona. I tamburi a cornice sono probabilmente tra le percussioni di cui troviamo maggiori rappresentazioni. In qualche affresco o iconografia si vedono delle percussioni, molto probabilmente pervenute dall'oriente, che sembrano infatti riconducibili a dei darabouka (o darbukka). Entrambi sono strumenti c.d. membranofoni e si suonano con le mani. Occasionalmente si può riscontrare che i tamburelli a cornice fossero anche suonati con un piccolo battente.

Un'altra percussione che si trova rappresentata, soprattutto in occasione di marce militari, è il tamburo a bandoliera o cordiera. Si tratta di un cilindro di legno dalla larghezza variabile, sulle cui estremità venivano posizionate delle pelli tenute insieme da delle corde di budello. Solitamente viene suonato con dei battenti, anche diversi per dare diverse intensità di suono.

Il davul è una percussione antica di origine orientale. In Europa occidentale le prime testimonianze iconografiche risalgono al XIV-XV secolo. Tuttavia qualcuno ha ipotizzato che già durante i secoli precedenti il panorama musicale fosse venuto in contatto con queste percussioni orientali e che ne avesse subito le influenze. Trattasi di uno strumento costituito da un corpo di legno dalla circonferenza molto ampia su cui sono messe due pelli di capra ognuna tesa su un cerchio in maniera diversa. Le pelli vengono suonate con due battenti diversi. Il modo di suonarle, unitamente alla diversa tensione delle due pelli, crea due suoni completamente differenti.